Insegnanti e Genitori
Sensibilizzazione
Informazioni
Secondo Oliver Sacks (1989) il linguaggio opera una parte fondamentale nella formazione del pensiero, svolge l’essenziale funzione di potenziare le facoltà dell’immaginazione, della progettazione, dell’astrazione. Ma cosa accade quando la parola si inceppa, si blocca, si trascina? Quando il collegamento con l’interlocutore viene bruscamente interrotto, per di più involontariamente? A volte l’isolamento diviene la via di fuga, l’uscita di sicurezza. La persona che balbetta finisce per stare spesso fuori, e non dentro la relazione. Oppure, quanta forza di volontà ci vuole per riuscire a comunicare comunque? Quanta energia, che finisce per andare a detrimento di tutte le altre potenzialità? La vita rischia di diventare un’incessante sfida contro il blocco. E crescendo, la persona che balbetta inventa personali strategie, pur di aprire quella porta che vuol restare sempre chiusa. Strategie non sempre vincenti, spesso onerose.
La buona notizia è che è possibile volgere la sfida in proprio favore e riuscire a superare con l’impegno e la costante esercitazione l’ impedimento dell’eloquio.
Andare incontro alla parola che dice, che osa dire, è combattere perchè la balbuzie non resti più una differenza resa tabù che imprigiona le persone tra muri di sofferenza.
Josiane Rey-Lacoste
Recenti ricerche hanno avvalorato la tesi ereditaria del disturbo, sebbene siano ancora necessari ulteriori passi per individuare tutti i geni ed i fattori coinvolti.
Balbuzie infantile e balbuzie cronica: solo una piccola percentuale dei bimbi che balbettano dovranno accedere a una rieducazione dagli otto anni.
Un flusso d’aria emesso prima di parlare si è rivelato un valido metodo per evitare l’incongrua chiusura delle corde vocali, causa dei blocchi.