La balbuzie è un disturbo con connotati storici di mistero, spesso non affrontato in sede terapeutica e che poco attrae l’attenzione dei media.
In realtà molto si può fare per le persone che ne soffrono: è possibile fornire strumenti che facilitino la fluenza, all’interno di un percorso di gruppo ed in gruppo che offre ai partecipanti l’opportunità di provare l’emozione di una parola libera in un contesto inizialmente protetto.
Un allenamento di squadra che racchiude in sé due scopi fondamentali : l’avvio verso l’automatizzazione del nuovo modo di parlare e la presa in carico, la condivisione autentica di tutto quel correlato composto da rabbia, frustrazione, rinuncia, evitamento.
Un insieme di dinamiche complesse, conseguenze dell’enorme disagio di chi non riesce a comunicare come vorrebbe, che man mano vengono smantellate grazie all’energia di solidarietà che scaturisce dal sistema gruppale.
Lo scopo comune unisce i partecipanti e l’impegno nello svolgimento degli esercizi che vengono man mano proposti si traduce nella consapevolezza di “poter riuscire” a mantenere un soddisfacente controllo sulla propria fluenza.
Col progredire degli incontri anche l’ansia dell’aspettativa perde man mano la sua intrinseca forza raggelante e continuando nel percorso di crescita personale anche successivo, le persone che balbettano possono finalmente assaporare la libertà di lasciarsi coinvolgere dall’intenso calore umano delle relazioni. L’obiettivo da raggiungere non è pertanto la fluenza perfetta ma il miglioramento della qualità di vita e un’autostima efficacemente costruita.
Se il post ti ha interessato puoi leggere anche: