I bambini balbuzienti e il bullismo

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I bambini che balbettano hanno una vulnerabilità maggiore ad atti di bullismo da parte dei coetanei, e di essere rifiutati nell’ambiente sociale. Per ovviare a questo rischio utilizzano strategie di coping prevalentemente orientate all’omologazione, scegliendo di stare dentro il gruppo e non assumendo ruoli di leader-ship. Nell’immaginario dei loro coetanei vengono considerati come categorie “bisognose di aiuto”. (Davis, Howell and Cooke, 2002)
Diversi studi affermano che essere vittima di episodi di bullismo influisce sullo stato generale di salute e può causare effetti avversi nella costruzione della personalità come scarsa autostima, insicurezza, riduzione nel rendimento scolastico, inasprire la sensazione di rifiuto sociale, depressione e chiusura in se stessi. Sicuramente eccessivo imbarazzo riguardo alle proprie personali differenze che inevitabilmente disegnano un individuo diverso dall’altro, unico.
Per i bambini che balbettano, gli effetti negativi possono comportare anche aumento della balbuzie, incremento dei comportamenti di evitamento, ansia, emozioni e pensieri negativi su di sè e ridurre i progressi nel trattamento della disfluenza (Langevin, 2000; Murphy, 2000).
I piccoli balbuzienti devono affrontare maggiori sfide dei normofluenti per affrontare gli episodi di bullismo, qualsiasi protesta mettano in atto può includere la balbuzie, il che può innescare un circolo vizioso di prese in giro e sentimenti di impotenza e solitudine.
All’incirca il 60% dei bambini che balbettano ha subito la dolorosa esperienza di essere vittima di atti di bullismo da parte dei coetanei ed il 56% di loro almeno una volta a settimana.
Risulta pertanto necessario implementare politiche di integrazione e di controllo del fenomeno attuando interventi anti-bullismo nelle scuole, in particolare rivolti al gruppo-classe, e promuovere una maggior conoscenza e sensibilizzazione al disturbo.


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