Genitori, bambini e accettazione della balbuzie

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genitori e balbuzie
Il mio cuore esulta al cospetto

dell’arcobaleno che sta nascendo:
come venendo al mondo;
come nel sapersi uomo;
così, nello scoprirsi vecchio,
mi sia data la morte!
Il Bambino è padre dell’Uomo
e siano i miei giorni
l’uno all’altro stretti
dal sentimento della natura.
– William Wordsworth

La balbuzie può avere una profonda ricaduta nella costruzione dell’autostima, nella riuscita della carriera scolastica e nelle scelte professionali. Il risultato delle esperienze negative collegate al disturbo è in gran parte connesso al modo in cui si reagisce alla balbuzie stessa. Per intenderci, non è soltanto la gravità della disfluenza che determinerà le difficoltà di comunicazione ma il modo in cui la balbuzie viene vissuta fin dall’infanzia.

Le reazioni alla balbuzie giocano uno specifico ruolo nello sviluppo del disturbo inteso come sindrome, pertanto ciò che possiamo fare è incentivare lo sviluppo di sani ed appropriati atteggiamenti verso la comunicazione. Raggiungere quest’obiettivo può diminuire la possibilità di sviluppare un’immagine negativa di sé, scarsa autostima, vergogna o imbarazzo che spesso contraddistinguono bambini, adolescenti o adulti che balbettano.
La costruzione dell’ autostima dipende in larga misura dai genitori e da quelle figure importanti (famiglia allargata, insegnanti, educatori, caregivers etc.) che appartengono all’ambiente di riferimento. Aiutare i bambini che balbettano significa in prima istanza la loro completa accettazione, comprese le difficoltà nel prendere la parola.
Se un padre o una madre trasmettono, seppur involontariamente, che balbettare è una caratteristica negativa, il loro bambino crescerà sviluppando atteggiamenti non salutari sulle sue competenze comunicative. Quando un ragazzino soffre a causa della balbuzie, sperimenterà di tutto pur di contrastarla ingaggiando una vera e propria battaglia nel tentativo di guadagnare la fluenza. Così la tensione fisica associata al disturbo peggiorerà ed a sua volta aumenterà la severità dei blocchi nel parlato. Pertanto l’accettazione servirà non solo ad aiutare uno sviluppo armonico e sereno della personalità ma anche a minimizzare la possibilità che il disordine si strutturi in maniera più invalidante.
E’ basilare sottolineare che “accettare” non racchiude in sé il significato di rinunciare a migliorare la fluenza … Tuttaltro! L’ obiettivo coinvolge entrambi gli aspetti, il controllo del disturbo passa invariabilmente attraverso l’accettazione di sé. Solo così è possibile riuscire ad andare oltre, superare i propri limiti motivandosi all’impegno e all’impiego costante delle nuove abilità che vengono man mano apprese nel corso del trattamento. E’ per questa ragione che è importante prevedere, in caso di bambini, sia il supporto ai genitori che l’ insegnamento di un metodo per acquisire il controllo della balbuzie . Un metodo da usare in famiglia, a scuola, con gli amici. Ovunque.
Per diventare nel contempo padroni della propria fluenza e liberi dalla paura di comunicare.


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